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Convegno online "Scienza e cultura della pace" In ricordo di Pietro Greco

 

L'Università degli Studi di Napoli Federico II ospita il convegno online Scienza e cultura della pace. In ricordo di Pietro Greco che si terrà il 13 aprile 2021 dalle ore 15 alle 19.

Con quali obiettivi e strumenti la scienza può giocare il ruolo di efficace ponte di pace in un mondo segnato da una forte accelerazione dello sviluppo scientifico e tecnologico? Come rafforzare l'azione dei settori della comunità scientifica che dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi hanno sposato la cultura della pace? Gli interrogativi posti al centro del convegno sono stati spunto costante di riflessione e di lavoro per Pietro Greco, scrittore e giornalista scientifico scomparso il 18 dicembre scorso, al quale è dedicata questa iniziativa.

Il Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Matteo Lorito, aprirà i lavori del convegno. Di disarmo nucleare, trattati internazionali sul controllo o sulla messa al bando degli armamenti, educazione alla pace, cooperazione e dialogo internazionali basati su una razionalità scientifica condivisa si discuterà insieme a Daniele Amoroso dell'Università di Cagliari, Paolo Cotta-Ramusino, segretario generale del Pugwash Conferences on Science and World Affairs, Francesco Lenci, dell'Istituto di Biofisica del CNR, Alessandro Pascolini dell'Università di Padova, Enza Pellecchia dell'Università di Pisa, Ilenia Picardi e Maura Striano dell'Università di Napoli Federico II. Coordina il dibattito Guglielmo Tamburrini, dell'Università di Napoli Federico II.

PER PARTECIPARE IN MODALITA' INTERATTIVA SULLA PIATTAFORMA TEAMS, inviare entro il 10 aprile una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'evento sarà inoltre trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube  https://www.youtube.com/watch?v=FYfpjt2ylSA

Il comitato organizzatore è formato dai seguenti membri del gruppo UNINA di RUniPace: Maria Carmela Agodi, Francesco Giannino, Marco Musella, Stefano Oliverio, Ilenia Picardi, Simon Pietro Romano, Maura Striano, Guglielmo Tamburrini.

Il convegno si svolge con il patrocinio di RUniPace (Rete delle Università per la Pace) e di USPID (Unione degli Scienziati per il Disarmo).
 

 

Tavola rotonda sul tema “Elettrificazione della mobilità: un'opportunità per ripartire"

 

La mobilità sostenibile passa inevitabilmente attraverso l’elettrificazione della mobilità, intesa come insieme delle tecnologie che prevedono l’applicazione di dispositivi elettrici ed elettronici al fine di incrementare la sostenibilità ambientale, economica e sociale dei sistemi di trasporto.
Proprio per rispondere a questa esigenza è nato ELMO, il Consorzio Interuniversitario Nazionale sulla Elettrificazione della Mobilità, che vede la partecipazione dei gruppi di ricerca appartenenti a 15 atenei, fra cui l’Ateneo Federiciano.

Per discutere di tutto questo, il prossimo 16 aprile, alle ore 11.00, Il Consorzio ELMO, con il Patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, organizza una tavola rotonda in diretta web sul sito ELMO sul tema “Elettrificazione della mobilità: un'opportunità per ripartire".

Il team Prisma lab nel progetto PON PlaCE

 

Il laboratorio di robotica PRISMA Lab, coordinato dal professore Bruno Siciliano, è tra i partner del progetto PON PlaCE,  progetto nazionale che mira a sperimentare nuove tecnologie per il riutilizzo ecosostenibile di piattaforme offshore di petrolio e gas alla fine della loro fase produttiva. Responsabile scientifico del progetto il professore Vincenzo Lippiello.

Sul sito Unina la notizia integrale http://www.unina.it/-/25356706-laboratorio-prisma-e-sostenibilita-ambientale-con-il-progetto-pon-place

Per saperne di più del progetto PON PlaCE: https://bluegrowth-place.eu/

 

Due Docenti del DIETI nel Gruppo di lavoro del MUR per la Presidenza Italiana del G20

 

I proff. Nicola Mazzocca e Bruno Siciliano, con Decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca, prof. Gaetano Manfredi, entrano nel Gruppo di lavoro interno al Ministero, allo scopo di supportare la definizione dei contenuti da proporre alle delegazioni del G20, con particolare riguardo alla Riunione Ministeriale sulla Ricerca e l’Innovazione, prevista per il mese di agosto 2021.

Docenti DIETI nel team di lavoro del Rettore

 

Anche Amedeo Capozzoli, Mario di Bernardo, Santolo Meo, Giovanni Miano, Alessandro Pepino,  Antonio Pescapè, Daniele Riccio, Bruno Siciliano, tra i docenti del DIETI nominati dal Rettore, Matteo Lorito, nel team di lavoro per sostenere la realizzazione del progetto per lo sviluppo della Federico II.

Oltre a loro Il DIETI è presente nel CSI con la nomina di Presidente del prof. Carlo Sansone.

A tutti loro i nostri complimenti! 

http://www.unina.it/-/24907658-la-squadra-di-matteo-lorito

 

In ricordo di Peppe Ambrosino

Il DIETI è in lutto per la prematura scomparsa del prof. Giuseppe Ambrosino.

Giuseppe Ambrosino si è laureato con lode in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Napoli nel 1975. Il suo primo incarico è stato una Research Fellowship presso il FORMEZ. Nel 1978, l'allora piccolo gruppo di Automatica di Napoli decise di puntare su di lui per compiere un'operazione di apertura insolita per quei tempi, mandandolo per qualche tempo presso il Politecnico di Milano con una borsa di studio. Era l'epoca in cui in Italia si cominciava a parlare di Teoria dei Sistemi e di Teoria del Controllo Moderno. L'Automatica napoletana entrava con lui nella modernità.

Dal 1979 al 1982 è stato Professore a contratto e dal 1983 Professore Associato di Controlli Automatici presso l’Università di Napoli. Nel 1987 ha assunto la Cattedra di Teoria dei Sistemi presso l’Università della Basilicata, rientrando all’Università di Napoli Federico II nel 1990 sulla medesima cattedra.

L’attività di ricerca del prof. Ambrosino ha riguardato inizialmente la gestione e il controllo ottimo delle risorse idriche; si è quindi dedicato allo sviluppo di nuove metodologie dell’ingegneria del controllo con applicazioni nell’ambito della robotica, dell’aerospazio e dell’ingegneria navale. Dal 1992 fino agli ultimissimi giorni di vita si è occupato attivamente del problema della modellistica e controllo del plasma in reattori nucleari di tipo Tokamak. In questo campo è stato un pioniere, avendo fondato una vera e propria Scuola e la sua attività è riconosciuta ai più alti livelli internazionali. Con una visione profetica, intuendo le potenzialità di aggregazioni interdisciplinari e la necessità di strutture agili e fortemente caratterizzate su specifiche tematiche di ricerca, agli inizi degli anni ’90 fu uno dei fondatori del Consorzio di Ricerca per l'Energia, l'Automazione e le Tecnologie dell'Elettromagnetismo (CREATE), di cui era Direttore. Le sue doti di scienziato e manager della ricerca hanno contribuito in maniera determinane a spingere il Consorzio a essere un attore di primo piano nei principali programmi di ricerca internazionale sulla fusione termonucleare controllata. Testimonianze significative del suo lavoro sono infatti presenti nel progetto del sistema di controllo di ITER in fase di realizzazione in Francia, così come su Tokamak oggi operativi quali JET nel Regno Unito, TCV in Svizzera e EAST in Cina.

Peppe Ambrosino ha fornito un contributo significativo alle attività scientifiche, didattiche e organizzative della Facoltà di Ingegneria, del Dipartimento di Informatica e Sistemistica e del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione (DIETI) dell’Ateneo Fridericiano, sin dalla sua costituzione. Egli è stato un riferimento costante e ha svolto importanti ruoli istituzionali (Presidente di Corso di Studi, Membro di Giunta, Coordinatore della Commissione di Programmazione), ma ricordarlo solo per questo sarebbe fortemente limitativo. Peppe è stato per tutta la comunità una grande guida morale e intellettuale, avendo la capacità di dialogare con lo scopo di raggiungere decisioni condivise, ma soprattutto applicabili ed eque. Per questo è stato il coordinatore ideale delle “questioni difficili”. Tutto ciò è stato possibile perché l'intera comunità ha sempre riconosciuto in Peppe Ambrosino una capacità di visione e una logica impressionante, armonizzata da una grande disponibilità e onestà di pensiero. Un professore che andava fiero non del suo ruolo, ma del suo contributo a un sistema di regole rigorose ma condivise.

Al Dipartimento si è avuto un significativo cambio generazionale; quasi tutti i docenti sono stati allievi del prof. Ambrosino e ricorderanno sempre le sue capacità didattiche, la cristallinità di esposizione, il suo procedere accompagnando il ragionamento e la forza del suo modo di esporre con un linguaggio, anche dei gesti, che “spingeva i concetti verso la mente” degli studenti. In una sola parola un esempio, che è sicuramente il ricordo più bello che un professore possa lasciare.

Spirito d'iniziativa e senso della modernità sono stati la costante della sua attività. Nella didattica capofila nell'innovazione ha portato al successo delle lauree in Ingegneria dell'Automazione delle quali è stato ideatore e presidente del Corso di Studi dal 2000 al 2013. Nella ricerca scientifica ha spinto i suoi colleghi con convinzione al confronto internazionale, nel reclutamento dei giovani ad adottare criteri squisitamente meritocratici.

Mente lucida e veloce, di carattere forte, difensore degli interessi di tutti, aveva la capacità di sostenere efficacemente, nei consessi in cui ci ha rappresentato, anche idee che non collimavano esattamente con le sue. Fino alla fine, chiunque abbia collaborato con lui ha apprezzato la passione e l’energia che metteva nel lavoro e infondeva negli altri.

La sua mancanza è stata avvertita da quando ha deciso di uscire un po' in anticipo dalla vita accademica, rimanendo peraltro molto attivo sul fronte della ricerca. Oggi che se n'è andato veramente, ci lascia il compito di riflettere su quanto di buono e di moderno ci ha trasmesso.

Addio Peppe da tutti i tuoi compagni di viaggio, dai più anziani ai più giovani che hai appena avuto il tempo di conoscere.

Il gruppo di Automatica e i colleghi del DIETI

Il prof. Ambrosino con il Plasma Control System Design Team e all’interno della Poloidal Field Coils Assembly Hall, presso il sito ITER a Cadarache in Francia (ottobre 2018).

Il PRISMA Lab vola sulle linee elettriche con AERIAL-CORE

 

Anche il PRISMA Lab della Federico II, coordinato dal professor Bruno Siciliano, tra i partner di AERIAL-CORE, un progetto di ricerca per lo sviluppo di tecnologie cognitive al servizio di un sistema robotico aereo integrato per l'ispezione e la manutenzione di linee elettriche di alta tensione. Il professor Vincenzo Lippiello con il PRISMA team, insieme a scienziati e ricercatori del Consorzio di ricerca CREATE e alla sua spin-off NEABOTICS, sono impegnati nella ricerca di soluzioni robotiche innovative che reggano il contatto con linee elettriche in alta tensione, operanti a migliaia di Volt, senza distruggere l’elettronica a bordo del drone. Obiettivo che ha richiesto il coinvolgimento di diversi docenti specializzati sia in robotica sia in ingegneria elettrica del DIETI, tra cui i professori Mario Pagano e Carlo Petrarca.

Link alla notizia sul sito della Università degli studi di Napoli Federico II

ERASMUS+ International Credit Mobility (KA107)

 

Nell’ambito della International Credit Mobility 2020-23, l’azione del programma Erasmus Plus che prevede la mobilità di docenti, staff e studenti da e verso i paesi non appartenenti all'Unione Europea, è stato finanziato un progetto di mobilità di studenti e docenti da e verso la New York University.

Il Prof. Giuseppe Ruello del DIETI è il coordinatore scientifico del progetto, le cui attività riguardano lo sviluppo di modelli elettromagnetici a supporto della progettazione di tomografi per risonanza magnetica a campo ultra-elevato. 

Per l'avviso di selezione http://www.unina.it/documents/11958/25015109/KA107.21_2021.02.03_DR.414.avviso.pdf

Per i dettagli del programma Programma Erasmus+

COHERENT, IL PROGETTO SU EXPLAINABLE AI IN HUMAN-ROBOT INTERACTION DEL PRISCA LAB, E’ TRA I VINCITORI DEL BANDO EUROPEA CHIST-ERA IV

Il Laboratorio di Progetti di Robotica Intelligente e Sistemi Cognitivi Avanzati - PRISCA Lab - ha ottenuto un importante finanziamento europeo nell'ambito del Bando 2019 del CHIST-ERA ERA-NET per il tema Explainable Machine Learning-based Artificial Intelligence - XAI.

5 docenti del DIETI sono tra i 100.000 scienziati più citati a livello internazionale

 

5 docenti del DIETI sono in un database dei 100.000 scienziati più citati a livello internazionale. In ordine di ranking: B. Siciliano, M. di Bernardo, A. De Maio, G. Franceschetti, F. Amato.

Estendendo la lista di scienziati a 1.000.000, troviamo altri 19 docenti del DIETI. In ordine di ranking: O.M. Bucci, P.A. Bonatti, A.G.M. Strollo, M. Lops, D. Ciuonzo, F. Neri, A.M. Tulino, L. Angrisani, G. Poggi, A. Cutolo, V. Lippiello, G. Carpinelli, A. Pescapè, D. De Caro, S. Meo, D. Iannuzzi, A. Cilardo, P. Arpaia, E. Napoli.

L'insieme dei dati si basa sull'istantanea del 06 maggio 2020 di Scopus ed è aggiornato all'anno di citazione 2019.

Sono stati considerati 6 indicatori:

  • totale delle citazioni (escluse le auto-citazioni)

  •  h-index

  • hm-index

  • numero di citazioni per paper come singolo autore

  • numero di citazioni per paper come singolo o primo autore

  • numero di citazioni per paper come singolo, primo o ultimo autore

Fonte: https://data.mendeley.com/datasets/btchxktzyw/2

Leggi l'articolo su Ateneapoli

Un nuovo modello matematico per gestire la pandemia

 

Lo studio intitolato “A network model of Italy shows that intermittent regional strategies can alleviate the Covid-19 epidemic”, è stato sviluppato dal gruppo di ricerca guidato da Mario di Bernardo, che è anche coordinatore del Dottorato di ricerca in Modeling and Engineering Risk and Complexity della Scuola Superiore Meridionale, in collaborazione con i colleghi Pietro De Lellis e Francesco Lo Iudice (Dipartimento DIETI, Università Federico II), Davide Liuzza (ENEA), Giovanni Russo (Università di Salerno) e Fabio della Rossa (Politecnico di Milano)

Gli autori suggeriscono di attivare lockdown intermittenti a livello regionale per controllare la diffusione dell’epidemia e contenerne l’impatto economico.

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