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In ricordo di Peppe Ambrosino

Il DIETI è in lutto per la prematura scomparsa del prof. Giuseppe Ambrosino.

Giuseppe Ambrosino si è laureato con lode in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Napoli nel 1975. Il suo primo incarico è stato una Research Fellowship presso il FORMEZ. Nel 1978, l'allora piccolo gruppo di Automatica di Napoli decise di puntare su di lui per compiere un'operazione di apertura insolita per quei tempi, mandandolo per qualche tempo presso il Politecnico di Milano con una borsa di studio. Era l'epoca in cui in Italia si cominciava a parlare di Teoria dei Sistemi e di Teoria del Controllo Moderno. L'Automatica napoletana entrava con lui nella modernità.

Dal 1979 al 1982 è stato Professore a contratto e dal 1983 Professore Associato di Controlli Automatici presso l’Università di Napoli. Nel 1987 ha assunto la Cattedra di Teoria dei Sistemi presso l’Università della Basilicata, rientrando all’Università di Napoli Federico II nel 1990 sulla medesima cattedra.

L’attività di ricerca del prof. Ambrosino ha riguardato inizialmente la gestione e il controllo ottimo delle risorse idriche; si è quindi dedicato allo sviluppo di nuove metodologie dell’ingegneria del controllo con applicazioni nell’ambito della robotica, dell’aerospazio e dell’ingegneria navale. Dal 1992 fino agli ultimissimi giorni di vita si è occupato attivamente del problema della modellistica e controllo del plasma in reattori nucleari di tipo Tokamak. In questo campo è stato un pioniere, avendo fondato una vera e propria Scuola e la sua attività è riconosciuta ai più alti livelli internazionali. Con una visione profetica, intuendo le potenzialità di aggregazioni interdisciplinari e la necessità di strutture agili e fortemente caratterizzate su specifiche tematiche di ricerca, agli inizi degli anni ’90 fu uno dei fondatori del Consorzio di Ricerca per l'Energia, l'Automazione e le Tecnologie dell'Elettromagnetismo (CREATE), di cui era Direttore. Le sue doti di scienziato e manager della ricerca hanno contribuito in maniera determinane a spingere il Consorzio a essere un attore di primo piano nei principali programmi di ricerca internazionale sulla fusione termonucleare controllata. Testimonianze significative del suo lavoro sono infatti presenti nel progetto del sistema di controllo di ITER in fase di realizzazione in Francia, così come su Tokamak oggi operativi quali JET nel Regno Unito, TCV in Svizzera e EAST in Cina.

Peppe Ambrosino ha fornito un contributo significativo alle attività scientifiche, didattiche e organizzative della Facoltà di Ingegneria, del Dipartimento di Informatica e Sistemistica e del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione (DIETI) dell’Ateneo Fridericiano, sin dalla sua costituzione. Egli è stato un riferimento costante e ha svolto importanti ruoli istituzionali (Presidente di Corso di Studi, Membro di Giunta, Coordinatore della Commissione di Programmazione), ma ricordarlo solo per questo sarebbe fortemente limitativo. Peppe è stato per tutta la comunità una grande guida morale e intellettuale, avendo la capacità di dialogare con lo scopo di raggiungere decisioni condivise, ma soprattutto applicabili ed eque. Per questo è stato il coordinatore ideale delle “questioni difficili”. Tutto ciò è stato possibile perché l'intera comunità ha sempre riconosciuto in Peppe Ambrosino una capacità di visione e una logica impressionante, armonizzata da una grande disponibilità e onestà di pensiero. Un professore che andava fiero non del suo ruolo, ma del suo contributo a un sistema di regole rigorose ma condivise.

Al Dipartimento si è avuto un significativo cambio generazionale; quasi tutti i docenti sono stati allievi del prof. Ambrosino e ricorderanno sempre le sue capacità didattiche, la cristallinità di esposizione, il suo procedere accompagnando il ragionamento e la forza del suo modo di esporre con un linguaggio, anche dei gesti, che “spingeva i concetti verso la mente” degli studenti. In una sola parola un esempio, che è sicuramente il ricordo più bello che un professore possa lasciare.

Spirito d'iniziativa e senso della modernità sono stati la costante della sua attività. Nella didattica capofila nell'innovazione ha portato al successo delle lauree in Ingegneria dell'Automazione delle quali è stato ideatore e presidente del Corso di Studi dal 2000 al 2013. Nella ricerca scientifica ha spinto i suoi colleghi con convinzione al confronto internazionale, nel reclutamento dei giovani ad adottare criteri squisitamente meritocratici.

Mente lucida e veloce, di carattere forte, difensore degli interessi di tutti, aveva la capacità di sostenere efficacemente, nei consessi in cui ci ha rappresentato, anche idee che non collimavano esattamente con le sue. Fino alla fine, chiunque abbia collaborato con lui ha apprezzato la passione e l’energia che metteva nel lavoro e infondeva negli altri.

La sua mancanza è stata avvertita da quando ha deciso di uscire un po' in anticipo dalla vita accademica, rimanendo peraltro molto attivo sul fronte della ricerca. Oggi che se n'è andato veramente, ci lascia il compito di riflettere su quanto di buono e di moderno ci ha trasmesso.

Addio Peppe da tutti i tuoi compagni di viaggio, dai più anziani ai più giovani che hai appena avuto il tempo di conoscere.

Il gruppo di Automatica e i colleghi del DIETI

Il prof. Ambrosino con il Plasma Control System Design Team e all’interno della Poloidal Field Coils Assembly Hall, presso il sito ITER a Cadarache in Francia (ottobre 2018).

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